Le donne, il vino. Questo l’intreccio alla base del libro ‘Ni ebrias ni dormidas’, pubblicato a Buenos Aires dalla giornalista Maria Josefina Cerutti per la casa editrice  Planeta. Maria Josefina Cerutti conosce il mondo del vino sin dalla prima infanzia. Figlia d’arte, nasce in una famiglia italo-argentina di Mendoza; piemontesi di origine i Cerrutti emigrano in Argentina, dove riescono a diventare una delle maggiori aziende produttrici di vino.

Sociologa e giornalista, si è da sempre occupata dell’influenza italiana nello sviluppo dell’industria vitivinicola nell’area di Mendoza e, più in generale, dell’emigrazione italiana nell’Argentina di fine secolo. Oggi scrive per i media argentini, latino-americani e italiani articoli dedicati alla gastronomia.

Il lavoro del vino e sul vino, al di là delle idiosincrasie che accompagno questo settore produttivo, è per l’autrice una maniera stessa di interpretare la vita, nella sua semplicità e realtà.

Per raccontare il vino, la sua produzione e il ruolo delle donne in questo contesto, Josefina ha cominciato dal Mediterraneo, dalla Magna Grecia, risalendo poi su per la penisola italiana. L’autrice mescola la saggistica storica con aneddoti divertenti e briosi, i cui protagonisti sono filosofi, scrittori, gourmets e sommeliers. Ateniesi, etruschi, uomini e donne del Medievo, del Rinascimento, moderni e contemporanei: da Giovanna d’Arco a Marguerite Yourcenar, passando per Alice Feiring. Non mancano poi i nomi di tante protagoniste nel settore in Italia e Argentina come Francesca Planeta, Donatella Cinelli Colombini, Albiera Antinori, Ana Amitrano, Ercilia Nofal, Patricia Ortiz e Susana Balbo.

Il testo ripercorre inoltre la strada che unisce i vigneti dell’Italia e del paese sudamericano attraverso il lavoro degli immigranti giunti dal Piemonte e da altre regioni: il vino in Argentina ed in generale nelle Americhe – sottolinea Maria Jose’ – inizia con gli spagnoli, che portarono le viti. Ma il settore ha avuto una spinta fondamentale con gli italiani di Mendoza. Il vino e’ poi stato un mezzo di ascendenza sociale per gli immigranti che spesso scendevano dalle navi a Buenos Aires per andare a lavorare direttamente dei pezzi di terra con qualche vigneto. Sono infatti tantissimi gli immigranti italiani che hanno di fatto ‘costruito’ Mendoza. Tra questi anche Vittorio Cerutti, nonno di Maria Jose’ ed una delle tante vittime della dittatura militare argentina.

La giornalista affronta, infine, i percorsi che hanno messo in discussione la donna nel suo rapporto con il “potere”, ovvero con gli uomini all’interno di una società ancora fortemente patriarcale come quella dell’emigrazione italiana, dove le donne, pur così presenti, subirono storicamente un processo di “evaporazione” sociale.