In occasione della seconda edizione di “Anteprima Chianti” che si svolgerà domani sabato 16 febbraio a Firenze, Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, risponde ad alcune domande.

 

Come si racconta un buon vino?

Un buon vino lo si racconta se si ha in mente il territorio da cui proviene.

Il vino non è solo un liquido, non rappresenta solo un passaggio da uva a zucchero e alcol. È prima di tutto una storia di un luogo, un’idea di produrre vino e di conseguenza un modo di esprimere una filosofia di produzione.

Ad esempio, il vino Chianti, la sua denominazione stessa, è un marchio forte e riconoscibile da tutti. È un prodotto che ben si presta all’aperitivo ma che, se il caso lo richiede, può affrontare anche prove ben più importanti, come ad esempio, una degustazione come “Anteprima”.

 

Come si racconta un vino Chianti? 

Quando si parla di Chianti, si parla di un vino fresco, profumato, accattivante che ben si abbina a moltissime delle nostre tipicità toscane e della tradizione culinaria della nostra penisola.

Anche in virtù di ciò, abbiamo deciso di ringiovanire la nostra immagine. Come?

Un nuovo logo. La parola Chianti rimane la protagonista, non abbiamo sentito il bisogno di un nuovo oggetto grafico, ma nella sua nuova veste la C di Chianti, se isolata, rappresenta uno smile. Tra i nostri principali obiettivi di oggi, c’è infatti l’idea di un prodotto che faccia tendenza, che parli di memoria e tradizione ma attraverso un nuovo linguaggio che sia contemporaneo e che rappresenti una nuova cultura del “vivere” il Chianti, uno stile elegante ma anche accessibile e assolutamente moderno.

 

Come il vino Chianti corrisponde al suo luogo di appartenenza?

Un esempio concreto: l’anno scorso, una ricerca di mercato ci ha dimostrato quanto il Chianti sia il vino che ha fatto conoscere l’Italia nel mondo, un simbolo di tradizione e storia, ma anche di uno splendido territorio caro sia agli italiani che agli stranieri.

Diciamo, a tutti gli effetti, l’eccellenza del Made in Italy che tutto il mondo ci invidia.

Questo ci rende forti e riconoscibili, è il valore del Chianti come memoria e tradizione del vino in Toscana.

Il Chianti inoltre è un vino che punta ad un ottimo livello di qualità, pur essendo un vino giovane e fresco.

E tutti questi elementi li ritroviamo nell’impegno che il Consorzio sta portando avanti in maniera massiccia al fine di diffondere la cultura (e la storia) che sta (dentro e fuori) il bicchiere. Un concetto di territorio e di una denominazione che vuole tornare ad esprimere qualità e al contempo emozioni forti, vere e durature.