Si è svolta stamani, mercoledì 27 novembre alle ore 12 nella sala Fallaci di Palazzo Medici Riccardi, la conferenza stampa per la presentazione di due provvedimenti approvati dalla Provincia di Firenze per la limitazione delle superfici rivendicabili dei vini Chianti e Chianti Classico. Presenti all’evento Pietro Roselli, Assessore Provinciale all’Agricoltura, Giuseppe Liberatore, direttore generale del Consorzio Vino Chianti Classico e Giovanni Busi, Presidente del Consorzio Chianti.

“Si tratta di due provvedimenti molto importanti per la programmazione della produzione dei vini di qualità del nostro territorio” ha dichiarato l’assessore all’agricoltura Pietro Rosselli, sottolineando l’attenzione della Provincia di Firenze per la tutela dei due più importanti vini della nostra zona: il Chianti e il Chianti Classico.

Perché riteniamo che non si possa immaginare un aumento delle superfici che producono il nostro vino

Le considerazioni che hanno spinto i Consorzi a presentare le due proposte di limitazione sono il frutto di un’analisi dell’attuale situazione di mercato dei due vini.

Per il Chianti Classico, il taglio delle rese disposto per l’annata 2010 e le scarse rese registrate nel 2012 hanno portato ad una riduzione delle eccedenze strutturali, che a seguito della crisi del 2008-2009 avevano raggiunto valori fino al 26% delle giacenze stoccate. I riflessi sui prezzi sono stati minimi e comunque del tutto insufficienti a compensare il calo degli anni precedenti. “Nonostante il buon recupero delle vendite dell’ultimo periodo ci renda molto soddisfatti, la storia recente ci spinge ad essere prudenti” commenta il presidente del Consorzio Sergio Zingarelli.

Assai diverso è il quadro di mercato del vino Chianti: le vendite continuano a tenere bene, tanto che nell’ultimo triennio il quantitativo imbottigliato è superiore alla produzione annua. Ciò ha determinato una diminuzione sostanziale delle giacenze di magazzino ed un importante aumento del prezzo dello sfuso. Negli ultimi cinque anni il mercato del vino Chianti ha raggiunto un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta, ma l’aumento dei prezzi cui assistiamo potrebbe portare ad una fisiologica flessione delle vendite.

Misure che vanno a sostegno della produzione

Grazie al nuovo disciplinare approvato dall’Assemblea – spiega presidente del consorzio Chianti Giovanni Busi – si dovrà tenere conto di un aumento della produzione per effetto delle nuove rese ettariali, che in parte sarà compensato dalla minore produttività dei vigneti obsoleti.

La nuova normativa regionale prevede inoltre la possibilità di rivendicare un vino a denominazione di origine da vigneti idonei alla produzione dello stesso, qualora il conduttore detenga un idoneo diritto di reimpianto. In ultimo, l’assemblea dei soci ha approvato una proposta di modifica al disciplinare che prevede la possibilità di un’anticipata immissione al consumo.