Il mercato del vino è in ripresa e si conferma uno dei più preziosi ambasciatori del made in Italy e della Toscana nel mondo. Si tratta di una ripresa che per il Consorzio Chianti era già iniziata da circa un anno – sostiene Busi – ma le conferme delle scommesse intraprese sono sempre importanti! Un’iniezione di fiducia per le imprese agricole dunque che porta a scommettere ancora, investendo ad esempio nella ristrutturazione dei vitigni, anche con il supporto degli Enti Locali.

Il Chianti inoltre è la denominazione che più ha tenuto sul comparto italiano: la flessione delle vendite nel mercato interno, che si basa per la maggior parte sulla grande distribuzione,  è stata minima: un 3%-4% che confrontato con i cali di altre aziende si presenta come un ottimo risultato. I maggiori successi si registrano però sui mercati esteri, dove quest’anno sono stati venduti ben 800 mila ettolitri di prodotto.

Nonostante quindi il difficile momento che investe l’intero settore vitivinicolo, la richiesta del vino Chianti cresce. Un segnale di apprezzamento da parte dei consumatori e del mercato, a cui il Consorzio è pronto a rispondere offrendo un prodotto di qualità nel rispetto della tradizione.

La raccolta del sangiovese è infatti iniziata con qualche giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia, ma si tratta di un’attesa che avrà ottime ricadute in termini di qualità. Le temperature  miti delle ultime settimane di settembre hanno portato ad una completa maturazione delle uve, ottima dal punto di vista non solo del grado alcolico, ma anche in termini di acidità e di ph. Una buona vendemmia insomma, con ottimi risultati per tutte le componenti che rendono il Chianti un vino di grande qualità!