Nel marzo 2012 è uscito un articolo sul Washington Post intitolato Hopes of the wine industry rest on millennial shoulders (“Speranze che l’industria del vino rimanga sulle spalle dei Millenials”). Jason Wilson, autore dell’articolo, cerca di delineare i tratti dei nuovi consumatori in relazione all’industria del vino.

Chi sono questi Millenials? Qual è il mondo in cui vivono? Che tipo di consumatori sono?

La giovane generazione di Millennials, la prima gioventù digitale è in assoluto la più grande nella prospettiva globale. I giovani di oggi hanno un incredibile potere d’acquisto soprattutto rispetto a quello dei loro genitori quando erano giovani. Essi rappresentano i nuovi linguaggi e comportamenti e influenzano massivamente tutte le tendenze di consumo.
Immersi nella nuova cultura di internet hanno pieno accesso a tutte le informazioni, si contaminano e si influenzano a livello globale. Non solo: i contenuti da loro stessi prodotti, grazie alla rete, possono raggiungere chiunque altro e quello stesso contenuto, una volta “lanciato” online, viene spesso rimescolato e trasformato dagli altri utenti.
Si può dire che la ragion d’essere online sia la ricerca di informazioni e ancora di più la loro condivisione. I contenuti assumono nuove forme e gli utenti stessi che li generano rivelano una natura multiforme che spesso trascende gli status sociali costruiti dalle generazioni precedenti.
Se questo nuovo approccio al mondo ha sì i suoi effetti collaterali – ansia, asocialità ecc – è anche vero che i giovani Millennials vantano una certa pragmaticità e una visione più che realistica del modo che li circonda.

Secondo l’articolo di Wilson tutto questo influenza anche l’industria del vino, nella misura in cui i giovani, grazie alla possibilità di accedere alle informazioni, sono più informati, usano gli strumenti digitali per accrescere la loro cultura, per scoprire le novità e soprattutto per leggere e scambiarsi opinioni.
In termini di mercato, il profilo dei millenials si avvicina a quello degli altospendenti, scavalcando spesso la loro posizione sociale, dimostrando quanto per loro la qualità sia un elemento essenziale che determina l’acquisto di un prodotto.

Questo, continua Wilson, è una nuova tendenza molto incoraggiante che col tempo darà ragione a coloro che già da sempre puntano sulla qualità e il valore dei loro prodotti.