“Cosa dico a quelli che mi seguono su Facebook? Di comprare del Chianti?”


La rivolta dei wine bloggers francesi 

L’immagine di copertina è parte della campagna di informazione avviata dall’associazione Vin et Société contro le norme in corso di approvazione in Francia, che prevedono una serie di restrizioni all’ambito enologico e alla sua comunicazione.

Secondo un rapporto intitolato “strategie per ridurre il danno” (da alcolismo, ndr.), si suggerisce al governo la chiusura di ogni tipo di promozione e comunicazione sul vino online. Quindi addio ai wine blog (come il nostro!), mentre non si fa alcun riferimento alla stampa mainstream.

Non sorprende dunque che l’associazionismo degli addetti ai lavori si sia mobilitato, con la creazione di un sito dall’impronunciabile nome cequivavraimentsaoulerlesfrancais che elenca con efficace puntiglio le buone ragioni per opporsi a questa serie di regole.


.. E le proposte del senatore Courteau

Di tutt’altro segno, sempre nel paese d’Oltralpe, la proposta di legge presentata del senatore socialista Roland Courteau al Parlamento di Parigi, allo scopo di “affermare chiaramente che il vino è parte integrante del patrimonio culturale e gastronomico della Francia”. La viticoltura è la prima attività economica dell’Aude, il dipartimento francese in cui Courteau è stato eletto ndr.

Il vino, ricorda il proponente, è parte della cultura nazionale e dell’alimentazione stessa del paese, che è peraltro già “iscritta dall’Unesco nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità”. La legge punta insomma a riconoscere il valore del vino in Francia sul piano culturale come su quello economico e finanziario. L’attività viticola, infatti, rappresenta un elemento essenziale della bilancia commerciale transalpina ed investe, direttamente ed indirettamente, centinaia di migliaia di posto di lavoro.

Quanto alle leggi salutiste, che andrebbero invece in direzione opposta,  il senatore Courteau ha dichiarato che esse “generano confusione tra la necessaria lotta contro l’alcool per la protezione della salute pubblica ed i benefici dovuti al consumo moderato di vino”.