Il viaggiatore cerca sempre nuove mete e nuove esperienze. La campagna esercita un suo fascino: il country lifestyle, ed in particolare il tuscan lifestyle, attirano turisti desiderosi di fare un’esperienza in agriturismo..

“Andar per cantine”

La voglia di sperimentare la vita in campagna porta a nuove proposte tese a favorire un coinvolgimento pieno tra visitatore e mondo del vino. E’ per questo che le aziende hanno iniziato a proporre i week-end di vendemmia  come dei veri e propri “pacchetti”: armati di kit per la raccolta, i visitatori, dopo aver tagliato i grappoli, potranno fare un pic-nic tra le vigne, prima di intraprendere il tour dell’azienda e il wine tasting.

Si moltiplicano insomma le occasioni in cui le aziende aprono “i propri filari” a chi desidera partecipare alla vendemmia. E persino sui più noti canali di marketing e vendita online come Groupon o SmartBox, sono presenti offerte che comprendono la partecipazione alla raccolta dell’uva, qualora il cliente prenoti nel periodo giusto.

Così, tra mille difficoltà per le aziende (quali ad esempio i problemi legati alla sicurezza dei visitatori o la necessità di controllare il turista armato di buona volontà e di forbici affilate che possono danneggiare non solo se stesso, ma anche i filari), sta nascendo un vero e proprio business.

Volunteering and Wine travellers  

La pratica del volunteering è molto diffusa all’estero: studenti stranieri (molti nordamericani), si offrono spesso di venire come volontari in Italia per la vendemmia, in cambio di vitto e alloggio.

La crescita del popolo di wine travellers ed appassionati ha stimolato una nuova domanda di servizi. Negli Stati Uniti l’offerta turistica è molto sviluppata, qui le aziende fanno un po’ più fatica, ma la cosa sta prendendo campo. In Italia esistono anche progetti che propongono al cliente di adottare una vigna e produrre il proprio vino, partecipando così alla raccolta e seguendo da vicino tutte le fasi di produzione.

Una nuova “nicchia” nel wine tourism!