E’ uscito da pochissimi giorni nelle sale italiane il film di Ferdinando Vicentini Orgnani “Vinodentro”, omaggio cinematografico al mondo del vino e a tutte le passioni, emozioni e vicende che ruotano attorno al rosso più amato del mondo. Non un documentario, non un’intervista, Vinodentro è una narrazione che affascina, un film nel senso classico del termine. Con una trama, un susseguirsi di eventi e un cast di attori in grado di creare una mimesi perfetta tra reale e immaginario. Sì, perché proprio di una storia si tratta, scritta e realizzata per incantare winelovers  ed esperti del settore.

In sintesi: la vita del funzionario interpretato da Vincenzo Amato scorre tranquilla, senza intoppi, piatta. Casa-lavoro in sequenza ripetuta, sempre uguale. A sconvolgerla sarà il primo sorso di vino. Come un moderno Adamo, si lascia tentare da un diavolo tentatore che lo introduce ai misteri e all’irresistibile fascino del vino, quello buono. Quello che si beve per il gusto, non per il vizio.
Da quel momento inizia per il protagonista una sorta di “discesa agli inferi” che lo porta a scoprire le zone d’ombra della propria esistenza, a muoversi fuori dalla comfort zone che in cui fino ad allora ha vissuto come un uomo onesto. Diventa un raffinato conoscitore di vini, divorato dall’ambizione e dalle passioni, disposto a tutto pur di raggiungere un livello sempre superiore. A tutto: anche a uccidere la moglie, interpretata da Giovanna Mezzogiorno. La storia da qui si sviluppa come un noir, ma protagonista indiscusso resta sempre lui, il vino, artefice di cambiamenti che cambieranno più vite.

Per la prima volta, un film italiano dedicato al vino mescola tecnica e sentimenti: Vinodentro è “una storia originale che gravita intorno a questo mondo, ma è un noir, una storia con un’indagine, c’è un commissario di polizia, una donna misteriosa e poi ovviamente il vino come protagonista”.

Nato in una famiglia di produttori di vino, per il suo film Vicentini Orgnani ha coinvolto sommelier, artisti, amici, ma soprattutto si è messo in gioco con esperienze personali, tante piccole cose del proprio vissuto: “Vino e vendemmia sono una cosa con cui sono nato e i miei fratelli si occupano di quello”.

 

Non bisogna aspettare una grande occasione per aprire un grande vino.
L’incontro con la bottiglia è già una grande occasione”.

 

http://www.vinodentro.it/