Vino e musica: quanti litri di inchiostro sono stati versati su questa leggendaria accoppiata? Sicuramente in molti ne hanno parlato, scritto, cercando nuove prospettive e diverse angolazioni per trovare qualcosa di nuovo da dire… In realtà, parlare del legame tra vino e musica non è mai banale e mai noioso: nessuna scienza, nessun corollario o rigide regole da seguire… Ci si avventura nel campo delle emozioni e del gusto per trovare un nesso tra i due e si finisce per scoprire che questo legame in realtà è molto più profondo di quanto potessimo immaginare.

Chi ritiene –cinico- che il paragone tra buon vino e buona musica sia solo un escamotage letteriario si sbaglia:  la relazione c’è, eccome, e neanche tanto campata in aria. A dirlo non una fonte qualsiasi, ma niente meno che le blasonate Oxford University e il British Journal of Psychology. Insomma, fior di scienziati e pensatori illuminati hanno intuito che non tratta solo di fantasie romantiche, hanno anzi affermato l’esistenza di una winemusic connection fatta di relazioni dimostrabili attraverso alcuni esperimenti.

Ai 26 partecipanti è stato chiesto di assaggiare tre vini diversi, con e senza musica, poi di valutare, per ogni singolo vino, dolcezza, acidità, livello di alcol, tannicità e gradevolezza generale. I risultati hanno dimostrato che le preferenze nell’abbinamento vino-musica esistono. Un secondo esperimento ha rivelato che la sensazione di dolcezza di un vino è influenzata dalla musica ascoltata, in particolare se il brano viene ascoltato in silenzio…

Questi studi non solo danno un fondamento scientifico a quelle che erano state considerate fantasie letterarie, ma attivano un’altra importante leva di marketing: il legame vino-musica è uno strumento di comunicazione e il brano giusto descrive  il vino al consumatore meglio di tante parole scritte.