Dolci colline, borghi, vigne, buon cibo e buon vino. Il potere evocativo della parola Chianti, così come quello del brand Made in Italy, è molto forte. Lo è in Italia, in Europa, negli Stati Uniti e sempre di più anche nei mercati asiatici e nel resto del mondo, dove viene riconosciuto come sinonimo di garanzia di qualità e gusto.

Se questo fatto gioca senz’altro a favore dei produttori italiani, avviene spesso che alcune aziende, soprattutto estere, utilizzino in maniera indebita marchi e denominazioni già registrati per attirare i consumatori con fraudolente proposte commerciali.


La tutela del marchio

Uno dei compiti più importanti del Consorzio è dunque proprio quella di tutelare l’unicità e il rispetto della Denominazione Chianti, sia come parola che come marchio figurativo (la nostra C che sorride, per intendersi).

Tale attività richiede in primo luogo la registrazione del marchio presso le autorità competenti. Se in Italia esiste l’UIBM, per la Comunità Europea si fa rifermento all’OAMI. Più complessa la registrazione a livello internazionale dove, seppure esistono convenzioni e trattati, è in realtà necessario iniziare una procedura paese per paese.

Tale processo è funzionale all’attività di monitoraggio contro gli usi impropri e fraudolenti della denominazione Chianti docg che il Consorzio porta avanti a livello mondiale. E’ infatti sulla base di tali registrazione che è possibile difendersi, per esempio, dalla commercializzazione su Amazon o altri siti di kit per la produzione di “Chianti fai te”.


Le parole sono importanti

La pagina wikipedia in lingua inglese (sicuramente una delle più visitate) definisce erroneamente un vino Chianti come any wine produced in the Chianti region, in central Tuscany, ovvero qualsiasi vino prodotto nella regione del Chianti. Corretta è la definizione italiana per cui “Chianti” è “un vino a DOCG prodotto nella Regione Toscana”, quindi su porzione del territorio della Regione Toscana e secondo le regole dello specifico disciplinare di produzione.

Se oggi la protezione della proprietà intellettuale e dei brand è sempre più complessa, è anche vero che internet ha enormemente ampliato le capacità nel campo dell’informazione e non solo le possibilità di vendita. 

Anche per questo aspetto l’attività del Consorzio a favore di una maggiore conoscenza della Denominazione resta fondamentale: un consumatore informato è un consumatore consapevole, capace di scegliere ed orientarsi nel mercato.