Dopo aver chiuso in bellezza il 2014 con un clima a dir poco mite, ecco che il freddo arriva a scoppio ritardato e ci coglie di sorpresa, rilanciandoci alla grandissima in un vortice di malanni di stagione, influenza e chi più ne ha più ne metta. Tra  aspirine, sciroppini, rimedi miracolosi e brevi convalescenze, si ha modo di approfondire la ricerca su quello che sembra essere ormai un vero e proprio toccasana naturale: il vino rosso. Sì, proprio così: studi scientifici condotti da fior di medici (cardiologi e non solo) dimostrano che tutti i vini contengono quantità variabili – quelli ottenuti da uve a bacca rossa di più- di una sostanza chiamata resveratrolo, potente antiossidante e (blando) cardioprotettore .

Fatti due conti, viene fuori che un buon bicchiere di rosso potrebbe essere d’aiuto contro le influenze stagionali. Naturalmente, est modus in rebus: non è che per sventare un’influenza ci si debba ubriacare, ma sembra comunque che questa sostanza degli effetti antivirali ce li abbia davvero. Pare. Sì, perché rapida come il fulmine è arrivata la smentita: un’altra ricerca condotta proprio nel Chianti, patria del bicchiere di “vino rosso a tavola a pranzo e cena”,  ha ribaltato tutto e bollato il  resveratrolo con l’epiteto di  “bufala”.

Insomma, il vino rosso fa bene, fa male, che fa? Anche se è vero che il resveratrolo non ha tutti i “poteri magici” che qualcuno gli attribuiva, non tutte le speranze sono perdute, amici #chiantilovers! Non si discute sul fatto che il vino (rosso, ovviamente) sia ricco di polifenoli, e cioè antiossidanti. Ma quello che in pochi sanno è che -per la nostra salute- la parte più preziosa di un buon rosso, è l’alcol. È la componente alcolica del vino che fa da cardioprotettore, migliora la glicemia, riduce i livelli di colesterolo cattivo e dà un boost al metabolismo. A patto di non superare i due bicchieri al giorno.

Insomma, è vero che il vino (rosso) fa buon sangue, ma se bevete nella speranza che questo possa farvi scampare a qualche male, forse c’è qualcosa che dovreste rivedere nelle vostre scelte terapeutiche. Detto ciò, in alto i calici e … alla salute!