Quando fa caldo siamo più socievoli e tutto ci sembra migliore. Detta così, l’affermazione suona un po’ estrema, ma no, non è un’idea campata in aria bensì un dato scientifico che arriva da ricerche di marketing applicate alle decisioni di acquisto.

Il calore fisico attiva il calore emotivo, che viene trasferito sui prodotti e sulle persone suscitando valutazioni migliori: insomma, le cose sembrano più belle e più buone, ma non solo, anche le persone appaiono più affidabili e cresce la propensione a seguire i consigli sull’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro. Si chiama “effetto spillover” e si verifica quando una condizione favorevole di temperatura ne genera un’altra di crescita della socialità e di propensione all’acquisto. E’ chiaro che questo effetto non è illimitato e non aumenta fino a temperature da deserto africano!

Ad esempio: prendiamo il caso di un produttore che voglia far assaggiare un vino a un potenziale acquirente. Se fa freddo, la prima cosa da fare è creare una temperatura confortevole, magari davanti a un camino acceso: tutto filerà più liscio. Questo vale anche per cantine, enoteche, ristoranti che vogliono accrescere il business. E dopo aver riscaldato emotivamente gli interlocutori, evitiamo di bombardarli con dati tecnici sull’acidità fissa, le densità di impianto, le marche delle botti…

Quando si parla di vino si racconta una storia: la materia si presta, renderla ancora più piacevole sarà un gioco da ragazzi se alle parole si accompagna un buon calice di rosso.