Innovativo nella forma e nel materiale: sferico, in gres, 100% made in Italy. È Clayver, il nuovo strumento usato per la vinificazione e l’affinamento del vino, già scelto da oltre 50 aziende in Italia. La forza di Clayver è nella materia prima: un’argilla “intelligente” che permette al vino di affinarsi senza acquisire sentori di legno.

Tre anni di studi e ricerche sono stati necessari a perfezionare il procedimento che ha portato alla sua realizzazione, ma il risultato è valso la pena: un materiale molto più performante della terracotta, impermeabile come l’argilla ma allo stesso tempo in grado di eliminare del tutto i problemi di assorbimento e perdita di prodotto ad essa legati. La struttura microporosa permette lo scambio gassoso con l’esterno, necessario a “preparare” il vino ai lunghi invecchiamenti.

Clayver rappresenta quindi un’ottima alternativa al legno, con il vantaggio di non avere nessuna cessione di sostanze aromatiche, come invece accade nelle botti in legno. Dalle prove comparate di vinificazione in acciaio, legno, terracotta e Clayver eseguite dai ricercatori a partire dalla vendemmia 2013 ad oggi, i prodotti vinificati in Clayver si sono dimostrati più freschi, fruttati e bilanciati. I primi vini prodotti in Clayver sono già stati commercializzati e i risultati ne dimostrano la validità.

Oltre cinquanta aziende vitivinicole hanno adottato il metodo Clayver, sia in Italia che all’estero. In Francia, molte aziende della Borgogna, Loira, Provenza e anche della Champagne lo hanno scelto per l’affinamento delle basi spumanti. Un dato interessante se si pensa che a puntare su questo nuovo materiale sia proprio la patria delle barrique.