Il nostro viaggio prosegue: Eleonora Ciardi di Casalbosco ci accoglie con il suo bel sorriso e la risposta pronta: se dico Chianti dico “cool, dico storia, passione, modernità… vino!”. L’obiettivo comune, parlando con i produttori del Consorzio presenti a Vinitaly è proprio quella di trovare il giusto equilibrio tra storicità del territorio e tradizione enologica. Ce lo confermano anche in Poggio del Moro, dove si parla di Chianti come di una grande opportunità per la Toscana di farsi conoscere e apprezzare a 360 gradi: “Chianti non è solo vino ma cultura, stile, territorio, cibo, panorama, energia della toscana”. Una forza che nasce da un prodotto – il vino- sincero, sempre più forte del proprio brand e sempre più percepito dal pubblico: così prosegue Marco de Il Colombaio, al quale si associa  il titolare di Dianella, Francesco Passerin D’Entreves, quando ci dice che: “Se dico chianti dico brand che si rilancia con un’immagine nuova, fresca aperta al futuro”. L’immagine perfetta di un prodotto che ben si addice a un pubblico nuovo, giovane e tuttavia molto consapevole.

Un’altra giovane donna – Emanuela, di Agricola Tamburini – ci accoglie e risponde alla nostra domanda con la parola “evoluzione”. Perché Chianti è anche questo: la certezza di solide radici è la garanzia di successo per rinnovarsi nel segno della contemporaneità. E poi la Toscana, che con Chianti fa rima da sempre. Giacomo Mori, titolare dell’omonima azienda, così come Neri Del Nero di Castel Pietraio, non hanno dubbi: entrambi evidenziano l’importanza di un binomio destinato a vincere il tempo, superandosi sempre.  “Chianti è Toscana, è vino per antonomasia”: così anche Antonio Bartolini Baldelli di Migliarina e Montozzi , che prosegue: “il Chianti ha fatto un grande lavoro sulla propria immagine, rinnovandola senza snaturarla: oggi più attraente che mai, conquista il nuovo pubblico e coccola quello più di vecchia data”.

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La giovanissima Lisa di Fattoria San Gervasio è entusiasta del rinnovamento intrapreso: sempre di più il Chianti è protagonista delle storie che il pubblico ama ascoltare in relazione al vino, “è un marchio che si racconta, che ama creare delle storie e parlare di sé attraverso più forme”. Per Filippo, della Fattoria Le Sorgenti, Chianti è “il simbolo di una terra e di un vino che fa sognare” e prosegue “la sua immagine è cambiata, certamente, ma resta legata all’idea dell’eccellenza toscana, quella capace di legare il prodotto al suo territorio”. Anche Francesco Paolo Corbucci, titolare dell’omonima azienda, evoca la Toscana e la ricchezza legata al suo territorio: “Il Chianti è l’espressione di tutta questa bellezza racchiusa in un bicchiere  di vino”. Tante le voci e le idee che si incontrano, tutte con un unico fil rouge: come in  Tenuta Il Lago, a Agricola Corbinelli, dove Chianti è “un grande vino in continua evoluzione”,  “un vino da bere sempre, perfetto in ogni occasione”.

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Prende la parola Riccardo di Tenuta Moriano: per lui Chianti è “la sicurezza di un prodotto eccellente, sempre più apprezzato anche dal pubblico giovane. E tra i produttori, sono proprio i giovani, come ad esempio i titolari de La Gigliola e di Casa di Monte, a introdurre un concetto semplice e potente: l’amore. Per il proprio lavoro, per la terra e per vino che nasce dall’incontro di questi due elementi. Tutto con un unico obiettivo: la qualità.

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