Non occorre essere sommelier, avere amici che hanno cantine vinicole secolari che tramandano di generazione in generazione per saper scegliere un buon vino. Non serve leggere libri o riviste specializzate. L’importante, come in tutte le cose, non è solo “fare bene”, ma  saper raccontare quello che si sta facendo.

Fare il vino è un’arte e saperlo interpretare e spiegare è una dote: ecco alcuni semplici passi da seguire nel momento della degustazione per affascinare ospiti, amici, commensali.

#1 Un mondo in un’etichetta: spesso qui si leggono le caratteristiche del vino, i profumi, gli abbinamenti tipici. Senza improvvisare, potete benissimo associare ricordi di vini già degustati e arricchire la vostra descrizione.
#2 Occhio al tappo: se è di sughero, c’è un maggiore ricambio dell’aria, quindi è un vino vivo e non pastorizzato; se è di silicone o plastica il vino è fermo, senza possibilità di interagire con l’esterno, quindi necessita di una maggiore areazione rispetto al sughero.
#3 Aprite piano: il botto, solo a capodanno.
#4 Versate bene: il gorgoglio del vino che scende dalla bottiglia è una musica. Fatela sentire e guadagnerete punti.
#5 L’onestà prima di tutto: capita di assaggiare un vino che non si conosce o di riscontrare difetti inaspettati. In questo caso, meglio ammettere di non sapere che fingersi esperti per forza.