Oltre il Chianti d.o.c.g. – un’esperienza completa sul vino rosso italiano più conosciuto nel mondo, ispirata alla musica classica”, è questo il titolo del tour in Europa che vede la collaborazione fra Consorzio Vino Chianti e Gambero Rosso per valorizzare le aziende su mercati strategici.

Si parte il 14 novembre prossimo per Varsavia per poi volare il 16 novembre ad Amburgo. In questi due eventi, il Consorzio avrà un proprio banco istituzionale con un assortimento di oltre 45 etichette di Chianti selezionate tra 27 aziende associate. Previsti due seminari, condotti da Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, in cui verranno proposte due batterie di degustazione orizzontale: 7 vini Riserva 2015 e 7 vini d ‘annata 2016, uno per ciascuna delle sottozone di produzione Chianti D.O.C.G.

Sarà un viaggio ispirato alla musica classica, una composizione sensoriale  contemporanea scritta seguendo le emozioni che il vino regala. E’ l’omaggio che il Consorzio Vino Chianti fa a due paesi con una grande e raffinata tradizione musicale: ad Amburgo, l’appuntamento sarà declinato sulle sonate di Brahms, a Varsavia il filo conduttore sarà la “Polonaise” di Chopin.

“Quello tedesco è sempre stato un mercato di riferimento – commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – ma è necessario mantenere alta l’attenzione dei consumatori con una programmazioni di eventi di qualità, destinati a operatori specializzati, in grado di sottolineare le fortissime differenze tra la Denominazione Vino Chianti d.o.c.g. e le altre offerte di vino comunitario di cui il mercato europeo è inondato”. In 5 anni, dal 2012 al 2017, secondo i dati Nomisma Wine Monitor,  le importazioni di vino italiano  in Germania sono cresciute del 6,3%, quasi un punto in più rispetto alla media del 5,5%. Salta all’occhio l’ottima performance dei rossi Dop della Toscana con una crescita del 13%, passando da 75,9 a 85,7 milioni di euro.

Discorso diverso per la Polonia. Qui i valori delle importazioni sono molte contenute, si parla di 273 milioni nel 2017, ma le dinamiche di crescita sono esplosive. L’import italiano in 5 anni, dal 2012 al 2017 (fonte Nomisma – wine monitor) è cresciuto del 97%, per un totale di 52 milioni di euro: “E’ un paese dalle potenzialità interessanti – aggiunge Busi – sui cui è fondamentale essere presenti ora per posizionarsi al meglio e promuovere i nostri prodotti.”

“Germania e Polonia si presentano come mercati strategici – conclude il presidente Busi – a cui va dedicata un’attenzione particolare. Noi ci presentiamo con il meglio della Denominazione per dare un messaggio chiaro di alta qualità, in grado di attirare un pubblico che già ama il made in Italy ed è sempre alla ricerca delle eccellenze.”