Il presidente del Consorzio Vino Chianti: “Per i Colli Senesi, la Russia rappresenta il 10% del mercato mondiale”
Il Chianti continua a puntare sulla Russia, un Paese dove i wine lovers sono in crescita soprattutto grazie alle nuove generazioni, i Millennials, nelle due città principali: Mosca e San Pietroburgo. “La situazione mondiale indubbiamente è preoccupante – ammette il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi – e al momento il mercato russo è fermo. Nel caso di una risoluzione a breve non prevedo grandi perdite di mercato, se però l’attuale situazione perdurerà per mesi allora ci potrebbero essere problemi”. Il mercato russo, infatti, è un punto di riferimento importante per il Chianti con il 7-8% di quote di mercato mondiale che salgono al 10% per la sottosezione “Colli Senesi”. Ma più che la situazione tra Russia e Ucraina, è l’impennata dei costi energetici, e di conseguenza dei materiali, che preoccupa Busi. “Indubbiamente incide sui costi, ma impatta di più sulla logistica: trovare tutto quello che noi chiamiamo ‘il secco’, come le bottiglie o i tappi, è difficile. Così, una volta intercettato diventa complicato dire di no a certi aumenti altrimenti“non mandi via la merce. Voglio dire, siamo obbligati ad assorbire questi aumenti, che per noi si aggirano tra il 10 e il 15% del prezzo di vendita della bottiglia” spiega Busi. Il 30% della produzione di Chianti ha come mercato di riferimento l’Italia. “All’estero il principale è l’America del Nord – continua Busi – gli altri sono Giappone, Canada e, appunto la Russia”. In Italia comunque si conferma il trend di crescita che è iniziato nel 2019. “Se a gennaio abbiamo avuto un leggero rallentamento, adesso il mercato sta andando bene e anche a marzo le vendite sono aumentate” spiega ancora Busi specificando che per i “Colli Senesi” le quote di mercato italiano salgono al 40% perché le vendite avvengono principalmente tramite le singole fattorie o agriturismi. “Considerando le vendite della denominazione, direi che il Chianti gode di ottima salute: la fiducia dei nostri clienti è sempre maggiore. Nel 2021 abbiamo fatto il 4% in più sul 2020; e nel 2020 il 2% in più sul 2019” dice Busi. E la fiducia nei consumatori è confermata anche dai numeri registrati per l’Anteprima 2022 – Chianti Lovers & Rosso Morellino. “Dopo due anni siamo finalmente potuti tornare davanti al pubblico, proponendo ai ‘Chianti lovers’ gli assaggi dei nostri vini. Un appuntamento importante che va oltre la questione economica: il vino è socialità, è cura dell’ambiente e del paesaggio, in una parola è un pezzo di vita”.


