Per il Consorzio Vino Chianti, che del navigare verso terre amiche o sconosciute e dell’esplorazione ha fatto una vera e propria cifra stilistica, le chiusure in seguito al diffondersi del Covid-19 hanno significato interrompere un flusso secolare di lavoro fatto di contatti, relazioni e amicizie da sempre fondamentali per rappresentare le nostre oltre 3.000 aziende in tutti gli angoli del mondo.
Non potevamo rimanere immobili e venir meno alla nostra principale missione:
Non semplicemente far in modo che il mondo beva Chianti, ma che sempre più persone si “sentano” Chianti.
Multicanale, eterogenea, rappresentativa e con uno stile unico
Ci siamo trovati, dunque, davanti all’esigenza di sfruttare al massimo i canali digitali messi a disposizione dalla contemporaneità, ed abbiamo deciso che fosse il momento di ‘vestire’ il Chianti per l’occasione, con un linguaggio e una rinnovata linea editoriale che identificasse i nostri principali valori. Quelli di un intero territorio e dei tanti produttori che ogni giorno dedicano i loro sforzi alla produzione di questo vino.
Forti della nostra visione abbiamo scelto di avviare un percorso di comunicazione, lungo, intenso e corposo, per garantire al Chianti l’habitus digitale che più si addica ad una realtà così importante, in assoluto tra le Denominazioni vinicole più importanti d’Italia e del mondo, sia in termini di numeri di produzione, sia come awarness di un marchio che è forte e gode di un’ottima reputazione online.
“Chianti”: si viaggia da fermi quando si pronuncia questa parola.
Quasi non la si sillaba, la si invoca! Il Chianti è un inno alla vita, un’ode alla bellezza scalza e benevola della Natura: non si dice Chianti, si augura Chianti.
In questo gioco semantico abbiamo trovato uno dei valori intorno a cui costruire la nostra comunicazione digitale. La nostra missione è quella di tradurre in immagini, parole e messaggi l’essenza di un territorio di cui si è imparato, negli anni, a conoscere gli aspetti macro, dalla bontà del vino alla bellezza dei paesaggi, ma che ora richiede di essere portato al livello successivo, ovvero micro, con la massima attenzione ai dettagli e alle scene di vita quotidiana vera, che si compongano in un unico affresco.
Dunque, l’intera composizione del mondo digital del Chianti si dirama come la chioma di un albero. Il Sito ufficiale, il profilo Instagram, la pagina Facebook, il profilo WeChat, il canale YouTube, il Chianti Blog, il nuovo account LinkedIn e il Twitter compongono il mosaico di un’attività in continuo sviluppo e al lavoro per mantenere informati ed ispirati gli utenti, appassionati, operatori di settore e giornalisti di tutto il mondo.

“Il Chianti esiste!”
Ed è soprattutto nella nuova veste del sito ufficiale che trova le sue radici la vigna digitale del Consorzio.
Un video che racconta dettagli ed aspetti spesso trascurati della vita nel vigneto accolgono i visitatori. Con sezioni dedicate ad esprimere nei suoi aspetti precipui ed esaustivi il mondo Chianti tout court. Nel sito si trova il vertice dello schema narrativo della visione e della direzione comunicativa che il Consorzio ha deciso perseguire.

InstaChianti
La metafora che meglio si avvicina al profilo Instagram del Consorzio Vino Chianti è quella di un giardino curato giorno per giorno. Dietro alla scelta dei contenuti fotografici, dei testi e dell’aspetto generale di ogni singolo post vi è una vera e propria strategia che mette insieme una serie di criteri, quasi dei dogmi che seguiamo con disciplina. Il bianco e nero è presente spesso e le pubblicazioni seguono un filo logico, una sotto trama che racconti in maniera a tratti iperrealista, intensa, fatta di toscanissimi chiaroscuri, il flusso vitale del Chianti.
Vigne, paesaggi, persone, animali, azioni, scene, incastri, tralci e macchine, stagioni e un susseguirsi di suggestioni eterogenee ma unite nel nome dello stile Chianti.

Il Manifesto digitale dello stile Chianti
- 1 La Qualità dei Contenuti Visual. Dalle foto ai video, la qualità assoluta ed emozionale deve essere all’altezza dello Stile Chianti.
- 2 Coerenza di approccio. Ogni contenuto veicolato su qualsiasi canale deve essere coerente con il linguaggio e gli standard del resto dell’apparato comunicativo.
- 3 Say Something. Ogni contenuto deve avere qualcosa da dire, che sia in termini divulgativi, informativi o semplicemente poetici.
- 4 Il vino è una parte della comunicazione, non il solo soggetto. Il Chianti è un’idea e le bottiglie, che ovviamente sono il cuore pulsante, sono un tassello di essa. Per tanto, il discorso prettamente legato alla produzione o al consumo del vino Chianti è una parte integrante ma non preponderante.
- 5 Nel meno sta il più. Lo stile è minimale, quando richiesto dal contesto.
- 6 Profondità di messaggio e custodi del tempo che fu. Anche se i social network sono il mezzo più moderno di questo tempo, non possiamo smettere di comunicare ciò che è stato e che ancora, in mezzo alle tecnologie, sopravvive. Un vecchio rudere, un ulivo, le forbici da potatura, i guanti sporchi di terra, sono elementi inseriti volutamente e con convinzione in tutta la comunicazione del Chianti.
- 7 Una Lingua Universale. Oltre alla parola e alla cifra narrativa dei singoli canali social, i contenuti del Consorzio Vino Chianti devono parlare una lingua universale, come quella dei sogni.
- 8 Non esiste la banalità. Ogni giorno è una sfida differente e noi siamo testimoni di questo lungo fiume chiamato realtà; per questo siamo gli autori e produciamo direttamente tutti i nostri contenuti, a nostra “immagine e somiglianza”.
- 9 Non esiste un campanilismo, ma l’eloquenza. Nel nostro alfabeto digitale non affermiamo supremazie territoriali attraverso le parole. Rendiamo solo omaggio alla nostra terra e al suo vino, lasciando parlare i contenuti stessi poiché se questi sono autentici, non occorre aggiungere altro. La scelta è nelle mani dell’utente.
- 10 La casa digitale del Chianti è aperta a tutti, come costume culturale. Tutti devono potersi sentire inclusi sotto la sua bandiera, in quanto patrimonio umano della collettività.






