Il Consorzio Vino Chianti al Ministero: “Rafforzare la tutela delle Indicazioni geografiche su mercati internazionali”

Ott 15, 2026 | News

Il direttore Galli Torrini all’incontro al MASAF con il dg dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale e il sottosegretario La Pietra: “Non è solo questione di proprietà intellettuale, ma scelta strategica per il futuro dell’agricoltura”

“Difendere una denominazione di origine non significa soltanto proteggere un nome, ma tutelare un intero sistema economico, produttivo, sociale e culturale. Significa difendere il lavoro delle imprese, gli investimenti dei produttori e il legame inscindibile tra un prodotto e il suo territorio”.

Così Saverio Galli Torrini, direttore del Consorzio Vino Chianti, è intervenuto all’incontro organizzato stamani al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale Daren Tang, il sottosegretario di Stato Patrizio La Pietra e altri consorzi di tutela del settore vitivinicolo e del food.

“Il sistema internazionale deve riconoscere sempre più chiaramente il valore delle denominazioni di origine, non soltanto come strumenti commerciali, ma come diritti collettivi legati ai territori e alle comunità produttive – ha detto il direttore del Consorzio Vino Chianti –. In questo percorso, una collaborazione più stretta tra istituzioni internazionali, autorità nazionali e Consorzi di tutela può contribuire a costruire un sistema di protezione più efficace e a sostenere le imprese sui mercati globali”.

“La tutela deve andare di pari passo con la valorizzazione: non basta difendere le denominazioni dagli utilizzi impropri, bisogna anche accrescerne la conoscenza, la reputazione e il valore percepito. La vera sfida è trasformare la notorietà internazionale in un maggiore valore economico per i produttori e per i territori – ha sottolineato Galli Torrini –. Un obiettivo ancora più importante in una fase complessa per il comparto vitivinicolo, tra cambiamenti nei consumi, tensioni sui mercati e difficoltà economiche per numerose imprese”.

“Il Chianti ha una forte vocazione internazionale e il suo nome rappresenta un elemento di riconoscibilità e di valore. Questa notorietà è una grande opportunità, ma comporta anche rischi legati alla contraffazione, alle imitazioni e all’evocazione indebita delle nostre denominazioni, fenomeni che possono danneggiare le produzioni autentiche e generare confusione nei consumatori. Per questo – ha aggiunto il direttore – riteniamo indispensabile rafforzare gli strumenti di protezione, soprattutto nei Paesi extraeuropei”.

Galli Torrini ha concluso il suo intervento sottolinenando che “la tutela delle Indicazioni Geografiche non è soltanto una questione di proprietà intellettuale, ma una scelta strategica per il futuro dell’agricoltura italiana, delle nostre imprese e del Made in Italy nel mondo”.